|
Potete anche cercare frasi. |
|
|
|
Tutti| Ci sono 68 parole nel glossario. |
| Pagine: 1 |
| Base monetaria | Insieme del circolante (monete, banconote, depositi liberi e vincolati) detenuto dal settore privato e delle riserve (obbligatorie e libere) del settore bancario. Si tratta pertanto dell'aggregato che rappresenta lo stock di valuta (monete e banconote) e di depositi caratterizzati da diversi gradi di liquidità presenti in un sistema finanziario.
|
| | |
| BCE | Banca Centrale Europea, organismo di gestione della politica monetaria dell'area Euro (che comprende i Paesi europei che hanno adottato la moneta unica "euro"). Ha sede a Francoforte. L'obiettivo primario della BCE è il mantenimento della stabilità dei prezzi.
|
| | |
| BEI | Banca Europea degli Investimenti, istituto finanziario che effettua o garantisce prestiti per specifici progetti di investimento in campo industriale, energetico, infrastrutturale allo scopo di favorire lo sviluppo regionale equilibrato nell'ambito dei Paesi della Comunità Europea. Istituita con il trattato di Roma del 1957, la BEI ha una propria personalità giuridica autonoma e ha sede in Lussemburgo.
|
| | |
| Benchmark | Parametro di riferimento utilizzato per confrontare la performance di un portafoglio con l'andamento del mercato. Il benchmark segnala al risparmiatore il rischio tipico di mercato che si è assunto con la sottoscrizione di un determinato prodotto. Per disposizione normativa, i fondi comuni hanno obbligo di comunicare il proprio benchmark. Fra le caratteristiche più importanti del benchmark segnaliamo: a) trasparenza (di composizione e di calcolo); b) rappresentatività (l'indice scelto come benchmark deve essere rappresentativo delle effettive politiche di gestione del portafoglio); c) replicabilità (il benchmark deve essere replicabile con attività acquistabili sul mercato).
|
| | |
| Beta | Coefficiente che indica il rischio sistematico di un titolo cioè la tendenza del suo rendimento a variare a seguito di variazioni di mercato. Il beta è dato dal rapporto tra la covarianza del rendimento dell'attività finanziaria con il rendimento di mercato, e la varianza del rendimento di mercato. Il beta indica la variazione attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato.
|
| | |
| Bilancia dei pagamenti | Conto che riporta, da un lato, i flussi monetari provenienti dall'estero e, dall'altro, i flussi monetari verso l'estero verificatisi in un certo periodo di tempo. I flussi dall'estero di un paese sono chiamati "crediti" o "entrate", mentre i pagamenti verso l'estero (o flussi in uscita) sono chiamati "debiti" o "uscite". Le operazioni registrate nella bilancia dei pagamenti si dividono in due categorie principali: (1) le transazioni del conto delle partite correnti; (2) le transazioni del conto capitale e finanziario. Il saldo finale di queste componenti deve sempre essere pari a zero, ossia un surplus (deficit) del conto delle partite correnti deve essere esattamente neutralizzato da un deficit (surplus) del conto finanziario.
|
| | |
| BIRS | Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo è una delle cinque unità di cui si compone la World Bank (Banca Mondiale). E' un organismo internazionale (sede a Washington) composto da 185 Paesi membri. Fu istituita nel 1945 a seguito dell'entrata in vigore degli accordi di Bretton Woods. Lo scopo originario della BIRS era contribuire alla ricostruzione delle capacità produttive dopo il secondo conflitto mondiale. Accanto a questo compito se ne aggiunse nel tempo uno di ben più ampio respiro: favorire il miglioramento delle risorse economiche, della capacità produttiva e delle condizioni di vita delle economie sottosviluppate.
|
| | |
| Brady bonds | Titoli obbligazionario di lungo periodo (10 anni e oltre) emessi da Paesi in via di sviluppo, soprattutto dell'area dell'America Latina. Sono denominati in dollari, il rimborso a scadenza è garantito da titoli del Tesoro americano e la loro emissione è condizionata all'impegno del Paese emittente di adottare efficaci misure di riequilibrio della finanza pubblica.
|
| | |
| BRI | Banca dei Regolamenti Internazionali, istituto finanziario internazionale incaricato di promuovere la cooperazione fra banche centrali e di fornire loro assistenza finanziaria. Fu istituita nel 1930 con la funzione di monitorare i trasferimenti previsti dal piano di riparazioni imposto alla Germania dopo la sconfitta della prima guerra mondiale. La BRI ha sede a Basilea, è dotata di personalità giuridica autonoma. Il capitale è sottoscritto dalle banche centrali dei paesi partecipanti. A partire dagli anni Ottanta, a seguito della crisi dei paesi latinoamericani, è stata assegnata alla BRI anche la funzione di miglioramento della normativa di vigilanza bancaria internazionale. Molto importante a questo proposito è l'accordo di Basilea del 1988 che traccia le linee guida dei requisiti patrimoniali minimi delle banche. La BRI ha anche il compito di raccogliere dati sull'attività bancaria internazionale. Annualmente (a giugno) viene convocata l'assemblea annuale dei partecipanti che approva il bilancio dell'istituto e la relazione annuale curata dal servizio studi della BRI. Quest'ultimo documento contiene approfondimenti molto autorevoli su argomenti di politica economica (in particolare monetaria) internazionale.
|
| | |
| Broker | Intermediario che compra e vende titoli (o merci) per conto dei propri clienti addebitando una commissione. Va distinto dal "dealer" che oltre a svolgere attività di intermediazione può anche negoziare per conto proprio i titoli trattati.
|
| | |
| BTP |
sigla che identifica i buoni poliennali emessi dal Tesoro italiano. Sono titolo obbligazionari a medio-lungo termine (da 2 a 30 anni) che prevedono il pagamento di una cedola fissa periodica e il rimborso del capitale alla scadenza.
|
| | |
| Budget | Strumento di programmazione dell'attività dell'impresa e di controllo dei risultati via via raggiunti.
|
| | |
| Capitale Protetto | Tecnica di gestione che consente all'investitore di proteggere parzialmente o totalmente il capitale investito senza rinunciare ad una partecipazione ad eventuali performance positive realizzate dal mercato di riferimento. La protezione del capitale è tuttavia subordinata alla solvibilità dell'emittente e/o del gestore.
|
| | |
| Carry trade |
Strategia di investimento impostata per prendere beneficio della differenza di tassi di interesse esistente fra diversi Paesi. Il principio è quello di indebitarsi nella valuta in cui i tassi di interesse sono più bassi e investire in attività finanziarie in altre valute. Il profitto che si trae da questa strategia è la differenza fra il rendimento dei titoli su cui sono stati fatti gli investimenti e il costo di finanziamento. Va tenuto ben presente che questa strategia ha un rischio valutario: il profitto si erode (o può diventare negativo) se la valuta nella quale ci si indebita si apprezza.
|
| | |
| Cartolarizzazione | Più comunemente nota come "securitization". Si tratta di un'articolata operazione con la quale un insieme di attività non negoziabili (crediti, prestiti, immobili) viene trasformato in titoli negoziabili. A tutela degli investitori in quest'ultimi titoli, l'insieme delle attività illiquide iniziali viene conferita ad un'entità speciale appositamente creata (Special Purpose Vehicle, SPV). I flussi che queste attività illiquide generano vengono utilizzati per corrispondere i periodici rendimenti dei titoli cartolarizzati.
|
| | |
| Consenso | La media delle previsioni prodotte da: a) analisti finanziari relativamente a una società o a un titolo quotati oppure; b) da economisti riguardo alle principali grandezze macroeconomiche, agli interventi di politica monetaria, all'andamento dei tassi governativi nei vari Paesi.
|
| | |
| Conto delle partite correnti |
Saldo della bilancia dei pagamenti che sintetizza i flussi relativi alle importazioni e alle esportazioni di beni e servizi di un paese rispetto al resto del mondo, il reddito netto da investimenti e i trasferimenti unilaterali.
|
| | |
| Corporate Bond |
Termine inglese che corrisponde a \"obbligazione societaria\". Si tratta di un titolo obbligazionario emesso da una società privata. Chi sottoscrive un’obbligazione societaria diventa creditore della società emittente, percepisce interessi periodici (cedole) e alla scadenza del titolo ottiene il rimborso dell’importo nominale. Le obbligazioni societarie espongono l’investitore a diverse tipologie di rischio: a) il rischio emittente; b) il rischio tasso di interesse; c) il rischio valutario (se non emesse in euro); d) rischio liquidità. La valutazione dei titoli obbligazionari societari richiede capacità di analisi tanto della solvibilità dell’emittente quanto delle condizioni specifiche dei mercati finanziari nei quali vengono negoziati.
|
| | |
| Corso secco |
Prezzo di negoziazione di un titolo che non tiene conto del valore dei diritti accessori (il rateo di interesse nel caso delle obbligazioni o i dividendi maturati nel caso delle azioni).
|
| | |
| Corso Tel Quel |
Prezzo di negoziazione di un titolo comprensivo del valore dei diritti accessori (il rateo di interesse nel caso delle obbligazioni o i dividendi in maturazione oppure i diritti di opzione o assegnazione nel caso delle azioni).
|
| | |
| Duration | Indicatore sintetico dell'esposizione al rischio di tasso di interesse di un titolo obbligazionario.
|
| | |
| Excess return | Extra-rendimento. Il termine viene utilizzato per identificare la differenza fra il rendimento effettivo di un portafoglio (o di un fondo) e il rendimento di un portafoglio di confronto. Quest'ultimo può essere il rendimento riferito ad un'attività priva di rischio, oppure: il rendimento di mercato; il rendimento di un benchmark, il rendimento atteso in base ad un modello di pricing.
|
| | |
| Exchange Traded Fund (ETF) |
Sono una particolare categoria di fondi o Sicav, le cui quote sono negoziate in borsa in tempo reale come semplici azioni. La loro peculiarità è l’indicizzazione: gli ETF replicano passivamente la composizione di un indice di mercato e di conseguenza anche il suo profilo di rischio/rendimento.
|
| | |
| Extra-MOT |
E’ il nuovo sistema multilaterale di negoziazione (MTF) di Borsa Italiana per gli strumenti obbligazionari. Il regolamento del mercato prevede la possibilità di ammettere alle negoziazioni, su iniziativa di Borsa Italiana o su richiesta di un operatore, obbligazioni e altri titoli di debito già ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato dell’Unione Europea.
|
| | |
| FMI |
Fondo monetario internazionale (IMF), organizzazione internazionale sorta con lo scopo di assicurare il rispetto e il perseguimento degli accordi di Bretton Woods. Inizia ad operare nel 1946 e ha sede a Washington, e conta oltre 180 Paesi membri.
|
| | |
| Fondi comuni di investimento | Si tratta di veicoli appartenenti alla categoria degli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR). In Italia i fondi comuni furono istituiti con la Legge 77/1983 (erano comunque già presenti all’epoca alcuni fondi di diritto lussemburghese). Il D.Lgs. 58/98 (Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria) lo definisce all’art. 1 come “un patrimonio autonomo, suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte”. Il patrimonio del fondo è dato dall’insieme dei conferimenti dei risparmiatori. Si osservi che il patrimonio è “autonomo” in quanto giuridicamente distinto dal patrimonio dei partecipanti e dal patrimonio della società di gestione (SGR) che si occupa di gestire le risorse del fondo investendo in un insieme di titoli finanziari. Per partecipare al fondo si sottoscrivono delle quote (rappresentate da certificati emessi dal fondo) che conferiscono uguali diritti e hanno uguale valore. In funzione del capitale versato, ogni risparmiatore otterrà un numero di quote del fondo assumendosi il rischio connesso con gli investimenti effettuati dal gestore (SGR). Il valore di ciascuna quota varia giornalmente e viene calcolata suddividendo il controvalore degli investimenti del portafoglio del fondo (al netto degli oneri di gestione) per il numero delle quote. L'investimento in un fondo comune può avvenire con un versamento in unica soluzione o attraverso versamenti periodici (Piani di Accumulo - PAC). Quanto a regolamentazione, la struttura e le attività di gestione dei fondi sono disciplinate e controllate dal Ministero dell’Economia, Banca d’Italia e Consob. I fondi comuni di investimento possono essere classificati in base a diversi parametri. a) Modalità di distribuzione dei proventi: vi sono “fondi ad accumulazione di proventi” (i risultati della gestione vengono automaticamente reinvestiti nel fondo stesso) oppure “fondi a distribuzione dei proventi” (prevedono il pagamento di una cedola ed il partecipante/risparmiatore può poi decidere per il suo reinvestimento nel fondo). b) Variabilità del patrimonio del fondo: oltre ai “fondi aperti” (il numero delle quote sono variabili in quanto ai risparmiatori è data facoltà di entrare e/o uscire in qualsiasi momento) vi sono anche i “fondi chiusi” (il numero delle loro quote rimane fisso nel tempo con facoltà di uscita/ingresso solo in determinati periodi). c) Regime di distribuzione: fondi armonizzati (le loro quote possono essere commercializzate in tutti i Paesi dell’Unione Europea senza necessità di autorizzazioni nazionali ma avvalendosi del principio di mutuo riconoscimento) mentre per i “fondi non armonizzati” non vi è tale flessibilità. d) Specializzazione degli investimenti: azionari, obbligazionari e bilanciati sono le principali ma sono diffuse anche molte altre tipologie. e) Tipologia di investimenti: fondi mobiliari (titoli finanziari), fondi immobiliari (tipicamente di tipo chiuso) e fondi pensione. Il risparmiatore che investe in un fondo comune deve sapere che sostiene i seguenti costi: 1) commissione di ingresso (pagata con il primo versamento); 2) commissione annua di gestione; 3) commissioni di performance. I costi di tipo 2) e 3) vengono applicati in modo indiretto ossia erodendo il valore unitario della quota, mentre i costi di ingresso riducono l’ammontare investito. Gravano inoltre sulle performance del fondo molte altre voci di spesa: l’insieme dei costi che mediamente gravano sulle quote dei fondi viene sintetizzato nell’indicatore TER (total expense ratio).
|
| | |
| Fondi di fondi hedge |
Sono fondi che investono in quote di altri fondi di tipo “speculativo” (cioè hedge fund). In questo caso quindi il risparmiatore sostiene un doppio livello di spese e commissioni (quelle in capo al primo fondo che a sua volta investe in quote di altri hedge fund).
|
| | |
| Fondi immobiliari |
Questa tipologia di fondi investe una parte (o la totalità) del patrimonio sul mercato immobiliare sia con acquisti diretti di immobili (e/o relativi diritti reali) sia con acquisti di partecipazioni in società immobiliari.
|
| | |
| Fondo Interbancario per la Tutela dei De | Il Fondo è stato costituito (1987) sottoforma di consorzio volontario, è diventato poi un consorzio obbligatorio di diritto privato (1993), riconosciuto da Banca d'Italia, avente come scopo quello di garantire i depositanti delle banche consorziate. Aderiscono a questo fondo tutte le banche italiane, ad eccezione di quelle di credito cooperativo che aderiscono invece al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. Secondo la normativa italiana (D.Lgs. 659/96) il limite massimo di rimborso è di € 103.291,38 per depositante.
|
| | |
| Future su obbligazioni |
I futures su obbligazioni sono contratti derivati mediante i quali le parti si impegnano a scambiare alla scadenza pattuita un certo quantitativo di obbligazioni, in genere titoli di Stato, a un prezzo predefinito.
|
| | |
| Gate | Vedi "Side-Pocket".
|
| | |
| Gestione attiva |
Si tratta di una modalità di gestione avente come obiettivo il superamento del rendimento di un determinato benchmark. Per fare ciò il gestore ha la facoltà di variare i pesi dei singoli titoli in portafoglio (rispetto al benchmark) in funzione delle proprie aspettative e delle proprie analisi in modo da privilegiare aree e titoli che con maggior probabilità potrebbero realizzare rendimenti superiori alla media di mercato. Sulla base di questo obiettivo dichiarato, viene richiesto ai sottoscrittori dei fondi comuni il pagamento annuale di commissioni di gestione.
|
| | |
| Gestione passiva (o indicizzata) |
Strategia di gestione di un portafoglio finalizzata a replicare un benchmark. Il gestore di questi portafogli replica il più fedelmente possibile la composizione del benchmark di riferimento.
|
| | |
| Gestione patrimoniale |
Nella gestione patrimoniale il risparmiatore affida un mandato di gestione del proprio patrimonio ad un gestore (SGR, SIM o banche autorizzate). La gestione del patrimonio effettuata secondo linee guida generali (e non personalizzate) in funzione del profilo di rischio scelto dal cliente. Il servizio di gestione consiste nel collocare nel portafoglio del cliente determinati strumenti finanziari nelle proporzioni che risultano coerenti con il profilo selezionato. Il costo del servizio è dato dalla somma delle commissioni annue di gestione (pagate direttamente al gestore) e il costo implicito nei prodotti acquistati dal gestore. Si distinguono due tipologie di gestioni patrimoniali: a) gestione patrimoniale mobiliare (GPM) b) gestione patrimoniali in fondi (GPF). Nelle GPM il patrimonio viene investito in strumenti finanziari di base quali azioni e obbligazioni, mentre nelle GPF investono in quote di OICR (fondi comuni e Sicav). Nel contesto italiano prevalgono nettamente le GPF con le quali si sostiene un doppio livello di commissioni (quelle dirette pagate al gestore e quelle indirette contenute nei fondi nei quali esso investe).
|
| | |
| Gestione patrimoniale in fondi (GPF) |
E’ la forma di gestione patrimoniale nella quale il patrimonio viene investito in quote di OICR (fondi comuni e Sicav). Con questa tipologia di gestione patrimoniale (peraltro la più diffusa) si sostiene un doppio livello di commissioni: quelle dirette pagate al gestore (commissione di gestione) e quelle indirette contenute nei fondi nei quali esso investe.
|
| | |
| Gestione patrimoniale mobiliare (GPM) |
E’ la forma di gestione patrimoniale nella quale il patrimonio viene investito principalmente in strumenti finanziari di base quali azioni e obbligazioni.
|
| | |
| Gilts |
Sono i titoli di stato emessi dalla Gran Bretagna. Si tratta di obbligazioni quotate alla Borsa di Londra. Sono emessi dal UK Debt Management Office per conto del Tesoro di Sua Maestà.
|
| | |
| Hedge Fund | Gli hedge fund (che vengono anche tradotti in “fondi speculativi”) nascono negli Stati Uniti a metà del secolo scorso. In Italia sono stati introdotti con il Decreto n. 228/1999 del Ministero del Tesoro e dai Regolamenti della Banca d’Italia del 20 settembre 1999 e successive modifiche(decreto n. 47/2003 del Ministero del Tesoro). Gli hedge fund hanno l'obiettivo di produrre rendimenti costanti nel tempo ossia con una bassa correlazione rispetto ai mercati di riferimento. Dato questo obiettivo, godono della massima libertà nella scelta dei loro investimenti e utilizzano tecniche e strumenti di gestione molto avanzati, spesso non perseguibili dai fondi comuni per motivi regolamentari. La loro struttura di costi prevede una commissione annua di gestione ed una commissione di performance (quota di utili spettante al gestore e che viene corrisposta su base annuale). Sono contraddistinti dal numero ristretto di partecipanti e dall'elevato investimento minimo richiesto (i limiti fissati dal Decreto 228/99 sono di 200 partecipanti e quota minima di €500 mila). Con riferimento alla tipologia di strategia di investimento adottata si possono individuare alcune principali categorie di hedge fund: a) arbitrage fund (specializzati in arbitraggi); b) macro fund (con strategie sui movimenti dei tassi di interesse, delle valute, su mercati azionari e obbligazionari); c) equity fund (che hanno uso delle strategie di vendita allo scoperto). Accanto a queste categorie principali vi sono poi numerose ulteriori suddivisioni collegate ad un successivo grado di specializzazione (vedi ad esempio i “fondi di fondi hedge”).
|
| | |
| Immunizzazione | Strategia di selezione e revisione del portafoglio finalizzata a minimizzare e a controllare in modo ottimale l'esposizione al rischio di tasso di interesse.
|
| | |
| Indice di Sharpe |
Misura di performance aggiustata per il rischio: misura il rendimento di un portafoglio per unità di rischio complessivo sopportato.
|
| | |
| Money Weighted Rate of Return (MWRR) | Rendimento effettivo di un portafoglio calcolato tenendo conto delle decisioni di conferimento/riscatto del cliente effettuate nell'arco di un dato periodo. Si tratta del tasso di rendimento di un portafoglio ponderato per il capitale effettivamente investito. Tale misura serve all'investitore per valutare il rendimento effettivo del proprio investimento. Il MWRR tiene adeguatamente conto degli apporti o delle sottrazioni di capitale che l'investitore effettua nel corso del periodo di investimento.
|
| | |
| MOT |
Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato, è organizzato e gestito dalla Borsa Italiana.
|
| | |
| Obbligazioni societarie. | Vedi \"Corporate Bond\". |
| | |
| Obbligazioni strutturate |
Strumenti finanziari composti da un titolo obbligazionario e da una (o più) opzioni. I loro rendimenti sono variabili essendo determinati dalla componente opzionale. Il termine “obbligazioni strutturate” comprende un insieme vasto ed eterogeneo di prodotti finanziari aventi diversi livelli di sofisticazione. Fra le più comuni si possono citare: equity linked, index linked, basket linked, reverse floater.
|
| | |
| Plusvalenza | Nell'ambito delle operazioni di investimento finanziario, la plusvalenza (capital gain) è il saldo positivo derivante dalla compravendita di valori mobiliari. Il capital gain è tassato con un'aliquota del 12.5%. La tassazione è prelevata secondo diverse modalità a seconda dei "regimi" di risparmio (dichiarazione, risparmio amministrato, risparmio gestito).
|
| | |
| Polizza index linked |
Forma assicurativa sulla vita (di tipo misto) nelle quali le prestazioni dovute al contraente dipendono da due componenti: 1) titolo obbligazionario (solitamente di emittente bancario); 2) andamento di un indice azionario (o di un paniere di indici) al quale si è esposti attraverso un derivato (solitamente un’opzione). Si noti che nelle polizze di tipo “linked” (index o unit linked) il rischio connesso agli investimenti effettuati sono a carico dell’assicurato. Inoltre, in questi strumenti la componente assicurativa è quasi inesistente. In caso di premorienza il beneficiario ottiene solitamente il valore di mercato delle due componenti (in alcuni casi con un premio aggiuntivo che è comunque contenuto). Si tratta in genere di prodotti opachi, costosi e non liquidi (penalità all’uscita).
|
| | |
| Polizza unit linked |
Forma assicurativa sulla vita (di tipo misto) nelle quali le prestazioni dovute al contraente dipendono dal valore di un fondo di investimento (interni appositamente costituiti dalla società assicurativa). Il premio versato (al netto dei caricamenti iniziali) viene investito in fondi secondo linee guida prestabilite in funzione dei profili di rischio. Come per le polizze index linked, anche le polizze unit linked hanno una componente di natura assicurativa molto bassa e i rischi finanziari connessi agli investimenti effettuati sono a carico dell’assicurato. Si tratta di prodotti opachi, illiquidi e costosi.
|
| | |
| Premio al rischio | Extra-rendimento rispetto al tasso di un'attività priva di rischio richiesto da un investitore avverso al rischio per acquistare (e/o detenere) un titolo rischioso.
|
| | |
| Rateo | Il rateo indica l'ammontare di interesse o di dividendo che matura dall'ultima data di godimento sino alla data di liquidazione dell'operazione di vendita di un titolo.
|
| | |
| Rating |
Valutazione del grado di rischio di insolvenza di un debitore (privato o pubblico) effettuata da una società specializzata (agenzia di rating) che sintetizza le sue analisi in un voto (espresso in lettere) all’interno di una scala di giudizi. Le agenzie di rating più importanti sono Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch ognuna delle quali ha elaborato delle proprie scale di rating. Oltre che gli emittenti le agenzie classificano anche specifici titoli obbligazionari. Il rating è un indicatore che permette di individuare il grado di rischiosità di un emittente (e/o di un specifico titolo) e quindi il livello di premio al rischio richiesto dal mercato su quello strumento finanziario. Si tenga sempre presente che i giudizi delle agenzie di rating non sono delle previsioni quanto piuttosto delle indicazioni di probabilità di default calcolate a partire dalla situazione attuale e passata. Inoltre vi è elemento di frizione piuttosto grave che consiste nel fatto che le agenzie di rating lavorano in conflitto di interessi in quanto sono remunerate dagli stessi soggetti sui quali formulano i giudizi.
|
| | |
| Rischio di cambio |
E’ il rischio legato alle oscillazioni del cambio fra due valute. Tale rischio influenza pertanto il valore di beni e titoli finanziari espressi in valuta estera. L’esposizione al rischio di cambio può pertanto riferirsi sia agli investitori (che sottoscrivono titoli denominati in valuta diversa da quella nazionale) sia gli imprenditori (che pagano/percepiscono flussi finanziari in valuta estera).
|
| | |
| Rischio di controparte |
E’ il rischio che la controparte con la quale si è conclusa una negoziazione, non adempia nei modi e/o nei tempi stabiliti, agli obblighi contrattuali che si era assunta. Rientra fra i rischi di credito e vi si fa riferimento in particolare per i rischi connessi al regolamento di contratti derivati negoziati fuori dai mercati regolamentati (ossia negoziati OTC). In tali casi, mancando un ente con funzioni di “stanza compensazione”, con la negoziazione del derivato ci si espone al rischio che la controparte non onori per l’appunto gli impegni assunti.
|
| | |
| Rischio di credito | E' il rischio che il debitore non sia in grado di adempiere ai suoi obblighi di pagamento di interessi e di rimborso del capitale. Il rischio di credito è una componente di tutte le attività di prestito e, come tale, influenza le scelte d'investimento delle banche, degli intermediari finanziari e degli investitori in titoli obbligazionari. In via generale si osserva che più elevato è il rischio di credito, più elevato sarà il tasso di interesse richiesto dall'acquirente del titolo come compenso per la maggiore esposizione a tale rischio. Il rischio di credito è influenzato sia dal ciclo economico, sia dalla solidità del debitore (dal c.d. rischio emittente o rischio specifico); in genere, si riduce nei periodi di espansione economica, mentre aumenta nei periodi di recessione.
|
| | |
| Rischio di liquidità |
Rischio che un titolo non possa essere rapidamente smobilizzato ad un prezzo appropriato. Questo rischio è particolarmente elevato per tutti gli strumenti finanziari non quotati su mercati regolamentati (esempi: obbligazioni bancarie non quotate, azioni con bassa capitalizzazione).
|
| | |
| Rischio di mercato | E' il rischio associato a variazioni generali del mercato. Diverse sono le variabili che influenzano l'andamento dei mercati e a cui corrispondono tipologie di rischio di mercato: a) rischio di tasso di interesse (dovuto a variazioni del tassi di interesse); b) rischio di cambio; c) commodity risk (legato alle variazioni nei prezzi delle merci, soprattutto metalli preziosi e prodotti energetici); d) rischio azionario (dovuto alla variabilità dei corsi azionari). Per la copertura di un portafoglio di titoli dal rischio di variazione dei prezzi di mercato si possono utilizzare gli strumenti derivati.
|
| | |
| Rischio di tasso di interesse |
E’ il rischio che un cambiamento dei tassi di interesse si rifletta in una variazione sfavorevole sulle quotazioni dei titoli (soprattutto obbligazioni). In particolare, la relazione che lega il corso secco di un’obbligazione ai tassi di interesse è di segno inverso: un aumento dei tassi di mercato comporta un calo nella quotazione del titolo obbligazionario (e viceversa).
|
| | |
| Rischio diversificabile |
E’ il rischio specifico derivante dalla peculiarità, specificità di un’impresa e/o di un settore. Può essere parzialmente o completamente eliminato attraverso la diversificazione.
|
| | |
| Rischio operativo |
E’ il rischio di perdite imputabili a carenze dei processi interni, dei sistemi informatici, delle risorse umane oppure connessi ad eventi esterni.
|
| | |
| Rischio Paese | E’ il rischio di insolvenza degli operatori (pubblici e privati) di un determinato Paese. Se uno Stato (o un’area geografica) è politicamente ed economicamente instabile il suo rischio Paese diventa più elevato. Viene anche definito "Rischio Sovrano".
|
| | |
| Rischio sistematico |
Componente di rischio associata all’andamento del mercato nel suo insieme. Tale porzione di rischio viene definita anche “rischio di mercato” oppure “rischio non diversificabile” in quanto non può essere eliminata. Diversamente da quanto comunemente si pensi, la diversificazione del portafoglio non riduce il rischio di mercato. La misura che indica la specifica esposizione di un titolo al rischio di mercato è il coefficiente beta.
|
| | |
| Rischio Sovrano | Vedi "Rischio Paese".
|
| | |
| Riserva matematica |
Nell’ambito delle assicurazioni (escluso il ramo “danni”), la riserva matematica è l’importo che deve essere accantonato dalla compagnia assicurativa per far fronte agli obblighi futuri assunti verso gli assicurati. La ragione prima di tale accantonamento è dato dallo sfasamento temporale esistente fra le date dei versamenti dei premi da parte dell’assicurato e la data in cui l’assicuratore dovrà erogare le prestazioni.
|
| | |
| Scala di rating |
L’elenco dei voti in lettere che le agenzie di rating assegnano ad emittenti e titoli. Ad ogni gradino corrisponde un voto. Per S&P, ad esempio, il giudizio migliore è AAA per poi scendere lentamente ai meriti in fascia AA, A, BBB (e altre) per finire in D (il peggiore). Tutte le scale di rating presentano una importante suddivisione: a) la fascia dei rating “investment grade” ossia più conservativi e prudenti; b) la fascia dei rating “speculative grade” (o “speculativi”, oppure “high yield”). Il rating che fa da spartiacque fra i due comparti è BBB- (per S&P e Fitch); Baa3 (per Moody’s); al di sotto di tali livelli i titoli sono di tipo “speculative grade”.
|
| | |
| SICAV |
E’ l’acronimo di “Società di investimento a capitale variabile”. Si tratta di una società per azioni avente per oggetto unicamente l’investimento del risparmio raccolto mediante il collocamento al pubblico delle proprie azioni. La gestione del patrimonio può essere fatta dalla SICAV medesima oppure può essere delegata ad una società di gestione del risparmio. Le SICAV rientrano negli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, art. 1 D.lgs. 58/98 il c.d. TUF -“Testo Unico della Finanza” ) unitamente ai fondi comuni di investimento. La differenza rispetto ai fondi comuni è che nel caso della Sicav l’investitore diventa azionista della società acquisendo pertanto diritti patrimoniali (utili e rimborso del capitale a fronte di richiesta di riscatto) e amministrativi. Le SICAV sono organismi aperti e pertanto a capitale variabile: gli investitori possono sempre sottoscrivere nuove azioni così come richiederne il rimborso. Il valore dell’azione è determinato dal rapporto fra il patrimonio netto della SICAV (detto NAV) e il numero delle azioni emesse. La costituzione delle SICAV prevede la richiesta di apposita autorizzazione della Banca d\'Italia (sentita la Consob) con conseguente iscrizione in apposito albo tenuto dalla banca centrale.
|
| | |
| Side-Pocket |
La crisi dei mercati finanziari ha portato ad una forte contrazione della liquidità in alcuni mercati. Molti gestori di fondi hedge si sono avvalsi di misure previste nei propri regolamenti di gestione dirette da un lato a dilazionare i flussi di rimborso (i cosiddetti “gate”), dall’altro a trasferire le posizioni illiquide del portafoglio in appositi veicoli (side-pocket). Ciò per salvaguardare l’interesse dei clienti, evitando di smobilizzare le attività del fondo su mercati illiquidi. Il side-pocket prevede un rimborso graduale in funzione dei tempi e delle modalità di smobilizzo che si renderanno via via possibili.
|
| | |
| Tasso Interno di Rendimento (TIR) | E' quel tasso di attualizzazione che fa uguagliare il valore attuale dei flussi di cassa in uscita a quelli in ingresso. Viene utilizzato per valutare la convenienza o meno di un investimento (con il confronto con un tasso di rendimento soglia).
|
| | |
| TER (Total Expense Ratio) |
E’ un indicatore sintetico dei costi che gravano su un fondo comune di investimento. E’ dato dal rapporto fra il totale dei costi e il patrimonio medio del fondo.
|
| | |
| Time weighted rate of return (TWRR) |
Tasso di rendimento ponderato per il periodo di riferimento. E’ un metodo di calcolo dei rendimenti che sterilizza l’impatto di apporti e prelievi. Con questo metodo si calcolano i rendimenti in tutti gli intervalli compresi fra due flussi di cassa (positivi o negativi) e si capitalizzano i risultati sull’intero periodo di riferimento. L’aspetto importante è che il rendimento complessivo risulta non essere influenzato dai flussi che si sono verificati nel periodo perché il capitale investito viene continuamente aggiustato per tener conto di nuovi investimenti e/o riscatti. Questa misura di rendimento risulta indipendente dalla tempistica delle scelte di investimento/disinvestimento. Il metodo TWRR è quello espressamente previsto dalle linee guida GIPS (Global Investment Performance Standards) per il calcolo dei rendimenti dei fondi comuni. Per quanto detto sopra il TWRR consente infatti il confronto con benchmark o altri fondi poiché non è influenzato dai flussi di raccolta.
|
| | |
|
|
Glossary V2.0 |